Da più di 100 anni non vi perdiamo di vista.


Centenario dell'ottica

L'Ottica foto Bazzocchi di Anna Altimani è stata fondata nel 1912. Ci trovate a Tradate in provincia di Varese in una verde zona della Lombardia a pochi km da Milano. Nasciamo come negozio di fotografia ma dopo qualche anno decidiamo di dedicarci anche all'ottica.

Troverete un personale qualificato che crede nel rapporto cliente/ottico basato sulla fiducia. Capire le vostre esigenze, consigliarvi e seguirvi è il nostro obiettivo.



Seguire il cliente non significa solo indirizzarlo al prodotto adeguato, ma anche offrire un servizio eccellente di post vendita.

Associazione ottici

Aderiamo al marchio OXO, il marchio di garanzia per la qualità della vista. A questo marchio aderiscono solo gli ottici optometristi qualificati.

Facciamo parte di FEDEROTTICA (Associazione Federativa Nazionale degli Ottici Optometristi italiani) che è la più importante organizzazione dei professionisti del settore ottico e optometrico senza fini di lucro, e non per ultimo siamo iscritti all'AdOO che è l'Albo degli Ottici Optometristi (AdOO).

Tutto questo per essere sempre aggiornati sul mondo dell'ottica e dei suoi prodotti, di conseguenza per fornirvi un servizio competente e professionale.


  • espositore occhiali
Anna Altimani

Anna

Ottico optometrista
Monica

Monica

Ottico optometrista
Daniela

Daniela

Impiegata

" Questa è la storia dei nostri 100 anni di attività a Tradate.
Un caloroso ringraziamento a tutti i clienti, ai collaboratori e ai tradatesi che ci hanno accompagnato in questo lungo periodo "

- Anna Altimani

Giulio Bazzocchi e la fotografia.


Nonno Giulio è nato a Cesena nel 1886 e ha studiato a Torino come Litografo e Fotografo. Iniziò con i primi incarichi di fotografo a Milano, per arrivare a Tradate nel 1911. Nel 1912 fondò l'attività rilevando dal Sig. Meregaglia lo studio fotografico al secondo piano di Corso Umberto I n° 34, oggi Corso Bernacchi. All'epoca, nell'ambito fotografico, la luce artificiale non c'era e il terrazzo del secondo piano era perfetto come studio fotografico perchè la luce arrivava abbondante da grandi vetrate ricoperte da tende che si spostavano con una lunga canna di bambù.

Così i clienti potevano essere ritratti a dovere su sfondi fatti di tele dipinte con diverse scene e immortalati dalla grande macchina fotografica in legno, quella dove sotto la mantella nera si nascondeva il nonno per vedere l'immagine nel buio.

Ma scoppiò la prima guerra mondiale e nonno Giulio venne richiamato in guerra e fatto prigioniero, dovendo così affidare a nonna Emilia il compito di portare avanti lo studio fotografico.

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1925, nonno Giulio da giovane.

Nonno Giulio.

Nonna Emilia e nonno Giulio.